Country churches

My first memory about a festival at a country church is really faraway. I was a little girl when I first attended a traditional celebration held in one. I think it was Madonna del Rimedio, in September, near Orosei. Here the link to an old video Madonna del Rimedio festival . I vividly remember a little white church, in a bright, dazzling light and around it, other simple buildings, named “cumbessias”, where pilgrims coming from towns close by, were hosted during the days preceding the procession.

We were invited there by a couple of friends of my parents. I don’t remember anything about the procession or the celebration but I have some memories like pictures in mind. One is about the dusty area around the church, where me and my siblings met other children. We played together all day long even though we had never met before.

And then I remember the lunch the women that were there prepared for everyone. The families that gathered for this feast were particulary devout to the Virgin Mary and spent nine days (novena) preparing the place for it. They camped out in these “cumbessias” and they had to prepare the big meals of the feast day. The most enormous pots I have ever seen simmered on big burners and no one seemed impressed by the huge number of people coming to eat.

Years later, I went to other feasts like this, near home. Nowadays feasts last less than a week, but people that work to organize them are busy months before to assure that everything is well done. In the past people offered food and labor, now the committee appointed to the organization, collect money. If the feast is renowned, volunteers go door to door to raise money. If it isn’t such a well known celebration, usually the committee gathers the amount needed asking the families living in the neighbourhood of the church.

San Leonardo is very ancient

San Leonardo

The day of the feast there is the religious celebration that includes a procession or some tours of the church with the statue of the Saint carried by the believers, together with colourful flags. The celebration is heart-felt and there are people that are really proud to carry the Saint or the flag.

And then lunch time arrives. The food is typical and simple, usually pasta and meat, sometimes very traditional sheep stock with potatoes, roasted meat and dessert.

The custom is to go to a feast with a group of friends and there are people who are really habitué and never miss the date. But it could also happens that someone decides to try a new feast or that there are tourists that no one knows: the atmosphere is relaxed and after a good meal and some wine everyone feels at home. Then there is the dance, another good occasion to have fun spending time in relaxed company. If you like ballroom and country dancing then this is the right experience for you.

The time-table of the feasts begins with Spring and it’s possible to find one every week end till Autumn. Some of them become more commercial and I’m not a lover of this but I would really recommend understanding this tradition and our culture. Instead, the thing I really like is to wander among these country churches when there is no feast. They are so peaceful, with this strange mix of sacred and profane that seems to remind us of the human weakness. Usually the main door is locked but there is a side one that can be opened.

San Giacomo country church

San Giacomo, the front door and the bell

The church of Madonna del Monte

Madonna del Monte, the front door

Some of these churches are really old, dating back to XI, and have been built using the materials that could be find nearby, like stones and wood.

San Vittore church

San Vittore, near Olbia with its old olive trees

The exposed internal timber roofs are often in Juniper wood: when you enter the blend of Juniper and candles will embrace you. All around there are simple symbols of religion, colourful and rough looking statues, white lace and hand-made embroideries.

San Giacomo, the internal roof

San Giacomo, the Juniper roof

altar with embroideries

Lace and embroideries cover the granite altar

Holy water font

San Giacomo, holy water font

Outside there are tables and benches to host the crowd of the feast day, and an open space to dance.

And if you sit on the benches, enjoying the silence or the dampened sounds of the countryside you can imagine to be a century or two behind, when these festivals will probably have been the only possibilities to have fun in the harsh life of people or the chance of a lifetime to meet your partner.

Il mio primo ricordo di una festa in una chiesa campestre è lontano e sfumato. Ero una bambina quando, per la prima volta, partecipai ad una di queste cerimonie tradizionali. Penso fosse la festa della Madonna del Rimedio, che si tiene nel mese di Settembre ad Orosei. Mi ricordo vivamente una piccola chiesa bianca, nella luce brillante ed abbagliante e attorno, altre semplici costruzioni chiamate “cumbessias”, dove i pellegrini che venivano dai paesi vicini erano ospitati nei giorni precedenti la processione.

Eravamo stati invitati da una coppia di amici dei miei genitori. Non ricordo niente della processione o della celebrazione, ma ho in mente alcuni ricordi, come fotografie. Una è dell’area polverosa attorno alla chiesa, dove insieme ai miei fratelli incontrammo altri bambini. Giocammo tutto il giorno, nonostante non ci fossimo mai visti prima.

E poi mi ricordo il pranzo, che le donne presenti avevano preparato per tutti. Le famiglie che si ritrovavano per questa festa erano particolarmente devote alla Vergine del Rimedio e si preparavano alla celebrazione con una novena. Erano accampate nelle “cumbessias” e dovevano preparare il grande pranzo del giorno della festa. Le pentole più grandi che io avessi mai visto sobbollivano su grandi fornelli e nessuno sembrava impressionato dal gran numero di persone che avrebbero partecipato al pranzo.

Anni dopo, sono stata a diverse altre feste come questa, magari più vicino a casa. Adesso le feste durano meno, ma le persone che organizzano sono impegnate molti mesi prima, per assicurare una buona riuscita. In passato le persone offrivano cibo e manodopera, ora il comitato organizzatore raccoglie offerte in denaro. Se la festa è molto conosciuta, le offerte sono raccolte andando di casa in casa. Se così non è, il comitato generalmente raccoglie la cifra necessaria chiedendo alle famiglie che vivono vicino alla chiesa.

Il giorno della festa si svolge una celebrazione religiosa, che comprende una processione o alcuni giri intorno alla chiesa con la statua del Santo portata dai fedeli, insieme a vessilli colorati. La celebrazione è molto sentita e le persone sono orgogliose di portare il Santo o la bandiera.

E poi arriva il momento del pranzo. Il cibo è tipico e semplice, di solito pasta con la carne, qualche volta la pecora in brodo con le patate, la carne arrosto e i dolci.

Di solito si partecipa a queste feste campestri con un gruppo di amici e ci sono persone che sono dei veri e propri habitué e non perdono una data. Ma può anche capitare di “provare” una nuova festa o che ci siano turisti che nessuno conosce: l’atmosfera è rilassata e dopo un buon pasto e qualche bicchiere di vino, tutti si sentono a casa. 

Solitamente dopo il pranzo si balla; è un’altra buona occasione di divertirsi in allegra compagnia. Se vi piacciono sale da ballo e country dance, è l’esperienza giusta per voi. Il calendario delle feste campestri inizia in primavera ed è possibile trovarne una per ogni fine settimana, fino all’autunno. Alcune di queste feste sono diventate molto commerciali e non le consiglierei, mentre altre sono un’esperienza gradevole per chi volesse capire meglio questa tradizione e la nostra cultura. 

Invece, una cosa che mi piace molto è gironzolare per le chiese campestri quando non ci sono feste. Sono luoghi ricchi di pace, con quello strano miscuglio di sacro e profano che ci ricorda l’umana fragilità. Di solito la porta principale è chiusa, ma quella sul lato viene lasciata aperta.

Alcune di queste chiese sono davvero antiche, costruite intorno all’XI secolo, utilizzando i materiali che potevano essere trovati sul posto, come pietre e legno. I soffitti, a vista, spesso sono in ginepro: quando si entra il profumo del legno e delle candele è avvolgente. Tutto intorno ci sono semplici simboli religiosi, statue colorate e un po’ rustiche, pizzi bianchi e ricami fatti a mano.

Fuori i tavoli e le panche sono pronti ad ospitare la folla dei giorni di festa e c’è uno spazio aperto per ballare. Seduti sulle panche, godendo del silenzio e dei suoni attutiti della campagna si può immaginare di tornare indietro di un secolo o due, quando queste feste erano probabilmente l’unica possibilità di divertimento in una vita durissima o l’occasione di una vita per incontrare un compagno.

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