Country Churches

My first memory about a festival at a country church is really faraway. I was a little girl when I first attended a traditional celebration held in one. I think it was Madonna del Rimedio, in September, near Orosei. Here the link to an old video Madonna del Rimedio festival . I vividly remember a little white church, in a bright, dazzling light and around it, other simple buildings, named “cumbessias”, where pilgrims coming from towns close by, were hosted during the days preceding the procession.

We were invited there by a couple of friends of my parents. I don’t remember anything about the procession or the celebration but I have some memories like pictures in mind. One is about the dusty area around the church, where me and my siblings met other children. We played together all day long even though we had never met before.

And then I remember the lunch the women that were there prepared for everyone. The families that gathered for this feast were particulary devout to the Virgin Mary and spent nine days (novena) preparing the place for it. They camped out in these “cumbessias” and they had to prepare the big meals of the feast day. The most enormous pots I have ever seen simmered on big burners and no one seemed impressed by the huge number of people coming to eat.

Years later, I went to other feasts like this, near home. Nowadays feasts last less than a week, but people that work to organize them are busy months before to assure that everything is well done. In the past people offered food and labor, now the committee appointed to the organization, collect money. If the feast is renowned, volunteers go door to door to raise money. If it isn’t such a well known celebration, usually the committee gathers the amount needed asking the families living in the neighbourhood of the church.

San Leonardo is very ancient
San Leonardo

The day of the feast there is the religious celebration that includes a procession or some tours of the church with the statue of the Saint carried by the believers, together with colourful flags. The celebration is heart-felt and there are people that are really proud to carry the Saint or the flag.

And then lunch time arrives. The food is typical and simple, usually pasta and meat, sometimes very traditional sheep stock with potatoes, roasted meat and dessert.

The custom is to go to a feast with a group of friends and there are people who are really habitué and never miss the date. But it could also happens that someone decides to try a new feast or that there are tourists that no one knows: the atmosphere is relaxed and after a good meal and some wine everyone feels at home. Then there is the dance, another good occasion to have fun spending time in relaxed company. If you like ballroom and country dancing then this is the right experience for you.

The time-table of the feasts begins with Spring and it’s possible to find one every week end till Autumn. Some of them become more commercial and I’m not a lover of this but I would really recommend understanding this tradition and our culture. Instead, the thing I really like is to wander among these country churches when there is no feast. They are so peaceful, with this strange mix of sacred and profane that seems to remind us of the human weakness. Usually the main door is locked but there is a side one that can be opened.

San Giacomo country church
San Giacomo, the front door and the bell
The church of Madonna del Monte
Madonna del Monte, the front door

Some of these churches are really old, dating back to XI, and have been built using the materials that could be find nearby, like stones and wood.

San Vittore church
San Vittore, near Olbia with its old olive trees

The exposed internal timber roofs are often in Juniper wood: when you enter the blend of Juniper and candles will embrace you. All around there are simple symbols of religion, colourful and rough looking statues, white lace and hand-made embroideries.

San Giacomo, the internal roof
San Giacomo, the Juniper roof
altar with embroideries
Lace and embroideries cover the granite altar
Holy water font
San Giacomo, holy water font

Outside there are tables and benches to host the crowd of the feast day, and an open space to dance.

And if you sit on the benches, enjoying the silence or the dampened sounds of the countryside you can imagine to be a century or two behind, when these festivals will probably have been the only possibilities to have fun in the harsh life of people or the chance of a lifetime to meet your partner.

Il mio primo ricordo di una festa in una chiesa campestre è lontano e sfumato. Ero una bambina quando, per la prima volta, partecipai ad una di queste cerimonie tradizionali. Penso fosse la festa della Madonna del Rimedio, che si tiene nel mese di Settembre ad Orosei. Mi ricordo vivamente una piccola chiesa bianca, nella luce brillante ed abbagliante e attorno, altre semplici costruzioni chiamate “cumbessias”, dove i pellegrini che venivano dai paesi vicini erano ospitati nei giorni precedenti la processione.

Eravamo stati invitati da una coppia di amici dei miei genitori. Non ricordo niente della processione o della celebrazione, ma ho in mente alcuni ricordi, come fotografie. Una è dell’area polverosa attorno alla chiesa, dove insieme ai miei fratelli incontrammo altri bambini. Giocammo tutto il giorno, nonostante non ci fossimo mai visti prima.

E poi mi ricordo il pranzo, che le donne presenti avevano preparato per tutti. Le famiglie che si ritrovavano per questa festa erano particolarmente devote alla Vergine del Rimedio e si preparavano alla celebrazione con una novena. Erano accampate nelle “cumbessias” e dovevano preparare il grande pranzo del giorno della festa. Le pentole più grandi che io avessi mai visto sobbollivano su grandi fornelli e nessuno sembrava impressionato dal gran numero di persone che avrebbero partecipato al pranzo.

Anni dopo, sono stata a diverse altre feste come questa, magari più vicino a casa. Adesso le feste durano meno, ma le persone che organizzano sono impegnate molti mesi prima, per assicurare una buona riuscita. In passato le persone offrivano cibo e manodopera, ora il comitato organizzatore raccoglie offerte in denaro. Se la festa è molto conosciuta, le offerte sono raccolte andando di casa in casa. Se così non è, il comitato generalmente raccoglie la cifra necessaria chiedendo alle famiglie che vivono vicino alla chiesa.

Il giorno della festa si svolge una celebrazione religiosa, che comprende una processione o alcuni giri intorno alla chiesa con la statua del Santo portata dai fedeli, insieme a vessilli colorati. La celebrazione è molto sentita e le persone sono orgogliose di portare il Santo o la bandiera.

E poi arriva il momento del pranzo. Il cibo è tipico e semplice, di solito pasta con la carne, qualche volta la pecora in brodo con le patate, la carne arrosto e i dolci.

Di solito si partecipa a queste feste campestri con un gruppo di amici e ci sono persone che sono dei veri e propri habitué e non perdono una data. Ma può anche capitare di “provare” una nuova festa o che ci siano turisti che nessuno conosce: l’atmosfera è rilassata e dopo un buon pasto e qualche bicchiere di vino, tutti si sentono a casa. 

Solitamente dopo il pranzo si balla; è un’altra buona occasione di divertirsi in allegra compagnia. Se vi piacciono sale da ballo e country dance, è l’esperienza giusta per voi. Il calendario delle feste campestri inizia in primavera ed è possibile trovarne una per ogni fine settimana, fino all’autunno. Alcune di queste feste sono diventate molto commerciali e non le consiglierei, mentre altre sono un’esperienza gradevole per chi volesse capire meglio questa tradizione e la nostra cultura. 

Invece, una cosa che mi piace molto è gironzolare per le chiese campestri quando non ci sono feste. Sono luoghi ricchi di pace, con quello strano miscuglio di sacro e profano che ci ricorda l’umana fragilità. Di solito la porta principale è chiusa, ma quella sul lato viene lasciata aperta.

Alcune di queste chiese sono davvero antiche, costruite intorno all’XI secolo, utilizzando i materiali che potevano essere trovati sul posto, come pietre e legno. I soffitti, a vista, spesso sono in ginepro: quando si entra il profumo del legno e delle candele è avvolgente. Tutto intorno ci sono semplici simboli religiosi, statue colorate e un po’ rustiche, pizzi bianchi e ricami fatti a mano.

Fuori i tavoli e le panche sono pronti ad ospitare la folla dei giorni di festa e c’è uno spazio aperto per ballare. Seduti sulle panche, godendo del silenzio e dei suoni attutiti della campagna si può immaginare di tornare indietro di un secolo o due, quando queste feste erano probabilmente l’unica possibilità di divertimento in una vita durissima o l’occasione di una vita per incontrare un compagno.

Easter days

Easter is approaching fast and we haven’t decided yet what to during these few free days.

In Italy the Easter holidays are strongly felt and a lot of religious celebrations are held; in Sardinia too, several towns have renowned processions and someone of them are really worth it, like the ones in Alghero and Castelsardo. If you want to learn more have a look to Easter celebrations. Traditionally, in our families, Easter is spent at home with relatives, sharing a big lunch and celebrating the Resurrection and the arrival of the spring season. Fresh home-made ravioli, greens from the vegetable garden or asparagus gathered in the countryside, lamb and dessert with creamy ricotta, are the foods rich in freshness and flavor that we usually bring to the table.

Wheat flour and eggs
Making the dough

Easter Monday is usually reserved for going out with friends. But we are in those strange years when the teenagers of our family are still deciding what they really like to do, undecided between family and friends and always a little bit unsatisfied with the proposals they receive. So, this year, I have delayed discussion and we are just a few hours away from the Easter weekend without knowing exactly what to do.

I think I would like to wander somewhere not too far from home, as we did last year too, enjoying the beautiful landscape that spring offers us, with green fields full of colourful flowers. And probably I would like to have lunch in the countryside, a slow lunch in the fresh spring breeze, enjoying being outdoors.

San Leonardo little church
San Leonardo, a fascinating little church in the countryside
Leaves of hash tree
Hash tree with its new leaves

Some years ago, no doubt we would have organized an hike, but now that the children are almost grown up they don’t like to hike with us at all! So, we probably will try to minimise our differences and find a destination suitable for everyone in the family. The thing that truly matters is to be together and relax.

Happy Easter!

Changing seasons

These days I’m getting up earlier than usual and I love to have a look at the backyard. Little birds feel the incoming spring and sing their songs with powerful voices, compared to their little sizes. Mating season is arriving and the need to establish a territory and attract a partner is pressing. The sun rises earlier too and this light in the morning seems to be a promise of better days.

Robin
The Robin sings in the early morning

I’m not a lover of summer at all and the true thing is that I like the variety that the four seasons offer us. I’m happy to live where I do and to be delighted by the changes the Earth has during seasonal flow.

I enjoyed the winter, its cold days, that are very few indeed and not so cold here in Sardinia. I love the atmosphere of solitude, the sky loaded with big clouds carried away by strong winds.

Stormy sea
North wind and stormy day

I love the hiking days spent in the chilly air, when you have to keep moving to be warm and if you stop you have to light a fire or eat something rich in calories. And then the empty beaches with all the signs of stormy sea, big ammass of brown leaves of Posidonia covering the sand and the remains of marine animals and seaweeds hidden inside. I can’t have a walk on a beach without looking for something in the sand, although I have learnt not to collect these treasures.

beach with Posidonia leaves
Baia Brandinchi and its ammass of Posidonia leaves
seashell on the beach
Little treasures in the sand
Empty beach in winter
La Cinta, the empty beach

I love the sea too, with its winter colour, in some way less friendly, darker also if you are in shallow waters. And the rain that we need so much to have the right amount of water for the dry season.

And then some years, like this winter, we are so lucky that we can enjoy the snow. And it’s so unusual that you can have fun, knowing that it will only last a few days, bringing the awareness that there are a lot of people who have good reasons to fear extreme weather.

Snow on Tavolara
The island of Tavolara under an unusual snow cover

Then when the rainy days are more than three or four in succession we begin to feel strange, in a bad mood, adapted like we are to sunny days and clear skyes. So, in February we become impatient, waiting for spring and its bright light. The almond trees and their flowers announce the incoming spring but this year March is “pazzerello” as mentioned in the famous Italian proverb: “Mad March if there’s sun take the umbrella” (March proverbs). Downpour and strong winds are here to remind us that there are some months left before summer!

We are not in a hurry. We are going to enjoy this spring going on some hikes a little bit longer than the ones we did during the winter and going a little bit further from home. We have a schedule filled up with flowering times of different species (see Spring in yellow  and Blue flowers  too)that we want to see once again and we are waiting for the birds that are going to breed in Sardinia.

Yellow Broom flowers
Broom flowers

Spring definitively has a fast pace, a rythm full of life and joy and we’re going to awaken and feel full of energy again (see Spring is coming! ).

Discovering Sardinia: hiking in Monte Santu

The landscape of our childhood is dominated by granite. It’s on granite that we furthered developped our climbing skills, in the long summer afternoons. When the sun was not too hot and the evening was approaching, we ran endlessly up and down the big boulders in the countryside.

This granite was smoothed by time but still coarse, with its colourful grains, white, pink and translucent, that we touched with our fingers, and which our poor knees were at the mercy of a number of times.

Granite rock with strange shape
Strange shape carved in a granite rock

Granite blocks carved in strange and marvellous shapes are almost everywhere here in Gallura, the north east part of Sardinia, defining the land from the coast to the interior. When we were children they were places of magic for us, becoming the castles of kings or the dens of bandits, following the inspiration of the day and providing shelter and privacy to our play time. Maybe this is the reason why we love some hikes among granites so much.

One of these is a real pearl, something that surprises us everytime with its beauty and for the feeling of wilderness you can enjoy just outside the door. The path isn’t well defined and the hike moves among a series of passages where you have to use your entire body to go further, making the way tricky and amusing. Going on top of big boulders or slipping down rounded rocks, you will find the track, entering a magical atmosphere.

Hiker among granite boulders
The path is tricky and amusing

It’s like you are back in time, in a remote age, when these rocks were born, in the middle of the earth from boiling lava. And then it seems you can have a look over passing time, extreme weather and ice ages, that shaped this landscape.

Granite rock
Climate and ages shaped these granite rocks
Boulders and mediterranean vegetation
Around granites there is a profusion of mediterranean vegetation
Cave in granite
A big cave carved in a boulder

All around is a triumph of mediterranean vegetation, that can offer different spectacles depending on the season: a profusion of coloured flowers during the spring and a persistent scent, a perfect blend of different species, Cistus, Helycrisum, Wild Lavender, during summer. Autumn and winter offer strawberry tree flowers and fruits, with a sweet smell, reminding us the taste of the good honey our bees produce from their nectar.

Wild lavender flower
Flower of Wild lavender

And when you reach the top, a peaceful view is under your eyes: at the feet of the boulders, country houses and ancient “stazzi”, tradizional buildings, dot the fields. In the distance, Arzachena, the town where the Costa Smeralda, an international holiday location, begins. But on these boulders, nothing can be more farther away than jet set life. On the top you can enjoy a great silence, with dampened sounds of the life in the countryside that caress your ears: a goat or a sheep bleating, a cow calling its calf.

In this silence, if it’s a sunny day, have a look up the sky around noon, when the warm air begins to rise from the land. If you are lucky enough you might spot the Golden Eagles, with their powerful flight, patrolling their home range, searching for food. A hare or a partridge make a good meal, and the eagles fly slowly, looking carefully at the ground and spiralling up to the sky. There is a pair nesting near Monte Santu and in Sardinia this species is quite abundant and easy to spot but this doesn’t take away from their magnificence.

On the way back and within a few minutes reach by car, is a beautiful country church, so typical of Sardinia. Surrounded by wild olive and holm oak trees, hosting under their shadow a little cemetery, this simple building with its juniper door, is a peaceful place to rest quietly. Even if you aren’t religious you’ll still appreciate the healing atmosphere.

San Giacomo country church
San Giacomo, a typical country church

Outside the church, tables and benches made with granite rock will host you if you want to have a snack and a little fountain will offer you fresh water to drink. Once a year, there is the feast of Saint James to whom the church is dedicated and a celebration is held. And in the little rooms around the church a big lunch is prepared and then shared by a crowd. This is another curious Sardinian habit and we’ll speak about it another time!

If you love granite as we do and want to discover more paths check San Pantaleo,  Hiking in Limbara: Badu e’ furru and Capo Testa

Il paesaggio della nostra infanzia è dominato dal granito. E’ sul granito che abbiamo perfezionato la nostra capacità di arrampicare, nei lunghi pomeriggi estivi. Quando il sole non era più troppo caldo e la sera si avvicinava, abbiamo corso senza fine su e giù per i massi sparsi nella campagna. Il nostro è un granito arrtondato dal tempo, ma ancora ruvido, con grani colorati di bianco e di rosa insieme a cristalli traslucidi, che sentivamo sotto le dita e che le nostre povere ginocchia hanno assaggiato tantissime volte.

I blocchi di granito, scolpiti in strane e meravigliose forme, sono dappertutto qui in Gallura, l’area a nord est della Sardegna; definiscono questa terra, disegnandola dalla costa al mare. Quando eravamo bambini erano posti magici per noi: diventavano il castello del re o il covo dei banditi, seguendo l’ispirazione del giorno e offrivano riparo e nascondiglio ai nostri giochi. Forse questo è il motivo per cui amiamo così tanto alcune escursioni in mezzo ai graniti.

Una di queste è una vera e propria “perla”, che ci sorpende ogni volta per la sua bellezza e per la preziosa sensazione di natura selvaggia che offre a due passi da casa. Il sentiero non è chiaramente definito e l’escursione si snoda con una serie di passaggi nei quali bisogna usare tutto il corpo per procedere, ma questo non fa che renderla ancora più sfidante e divertente. Salire su grandi massi e lasciarsi scivolare dalle rocce arrotondate per cercare la via, ci trasporta in una atmosfera magica. E’ come tornare indietro nel tempo, durante un’era remota, quando queste rocce si sono formate dalla lava bollente, al centro della terra. E sembra di poter guardare allo scorrere del tempo, agli eventi climatici passati e alle ere glaciali, che hanno palsmato questo paesaggio.

Tutto intorno è un trionfo di macchia mediterranea, che offre spettacoli che variano con le stagioni: fiori colorati a profusione durante la primavera, un profumo persistente, con un perfetto miscuglio di specie diverse, fra cui cisto, elicriso, lavanda selvatica, durante l’estate. L’autunno e l’inverno offrono il profumo del corbezzolo, con frutti colorati e fiori dolci, che riporta alla mente il sapore del miele prodotto dalle api che bottinano il loro nettare.

Raggiunta la vetta, si offre agli occhi una vista tranquilla, piena di pace: ai piedi dei graniti, case di campagna e stazzi, costruzioni tradizionali, punteggiano i campi. In lontananza, Arzachena, il paese dove comincia la Costa Smeralda, una rinomata località di vacanza. Ma su questi massi, nulla potrebbe essere più lontano della vita del jet set. Qui si può godere un gran silenzio, con suoni attutiti che arrivano dalla campagna, come una carezza per le orecchie: una capra o una pecora che belano distanti, una mucca che chiama il suo vitello.

In questo silenzio, se è una giornata soleggiata, date un’occhiata al cielo verso mezzogiorno, quando l’aria calda comincia a salire dal terreno. Se siete abbastanza fortunati potreste avvistare le aquile reali, che controllano il loro territorio, alla ricerca del pranzo. Una lepre o una pernice possono essere un buon pasto e le aquile volano lente, guardando attentamente il suolo e salendo a spirale verso il cielo. C’è una coppia che ha il nido vicino a Monte Santu e in Sardegna questa specie è piuttosto abbondante e facile da vedere, senza che questo tolga nulla alla loro magnificenza.

Sulla via del ritorno, con pochi minuti in auto, è possibile raggiungere una bella chiesetta campestre, così tipica della Sardegna. Circondata da alberi di olivastro e di leccio che ospitano nella loro ombra anche un piccolo cimitero, questo semplice edificio, con la sua porta in ginepro, è un posto pieno di pace per riposare un poco. Anche se non siete religiosi potrete apprezzare l’atmosfera rilassante, quasi curativa. Fuori dalla chiesa, i tavoli e le sedie in granito possono ospitarvi per un piccolo spuntino e la fontana offre acqua fresca. Una volta all’anno c’è la festa di San Giacomo, a cui la chiesa è dedicata e si celebra una funzione suggestiva. Nelle piccole stanze attorno alla chiesa si prepara un grande pranzo, che si condivide con la folla venuta a festeggiare. Questa è un’altra curiosa abitudine ancora molto diffusa in Sardegna, di cui parleremo un’altra volta.

Se amate i graniti come noi e volete scoprire altri sentieri guardate anche San Pantaleo , Hiking in Limbara: Badu e’ furru , Capo Testa .

Bird watching

When I began to be interested in nature I was in my teens: there was a Science teacher who was trying to organize a group of students. She suggested bird watching to us and we began with some wetlands near Olbia. She opened up a whole new world to me !

We started wandering looking for ponds and salt lagoons. Initially we stayed in Olbia and the surroundings areas but soon we started searching for birds further afield and I began discovering Sardinia.

Olbia and the inner Gulf
The wet area where I began bird watching – L’area umida in cui ho iniziato ad appassionarmi al birdwatching

It was a really thrilling period in my life: I discovered my passion for nature and I met some of the most important people in my life.

This love for ponds and lagoons has never died and when I have time I like to take my binoculars and my field guide and to sit down somewhere, forgetting about everything except birds. Water birds are my favourite, a lot of species are big and easy to identify, with a wide range of distinctive features and colours. Plus they are a simple target now that I’m not so trained.

Fisherman_Cormorants
Cormorants and fishermen share the inner gulf and this is an usual winter view – Nei mesi invernali, i cormorani e i pescatori condividono le aree più interne del golfo 

Birdwatching has improved my power of observation and I have learnt to notice little details that make my experience in nature always interesting. I’m able to find something everywhere, in the sense that I’m used searching for wildlife everywhere and I usually can discover it. A weed, a little bird, an insect. Walking in the centre of a big city too.

At the same time and for the same reason I discovered the inner area of Olbia gulf. It’s an uninhabited archipelago of islands, where it’s possible to go birdwatching and spot a good number of species too.

Common Sandpiper
A Common Sandpiper looking for food – Un piro-piro piccolo in cerca di cibo

When I was at school it was the right place to go: from my home you can get there without a car and in a few minutes walk. It was perfect for a week-day afternoon.

There I improved my skills, sitting on the ground, triyng to hide myself among the vegetation and discovering the changing seasons through my observation of the birds.

This wet area is really interesting in autumn and during a severe winter, when bad weather forces birds to go south more then they are used to. They are the right occasions to have some exciting sight and add a new species to your list, if you have one. But at anytime of the year, if you know where to look for, you can while away some good hours.

The water reflects this Little Egret like a mirror – L’acqua riflette questa garzetta, come fosse uno specchio

Now I have good equipment too, with a telescope, so it’s a funny challenge to identify some difficult species, these one with very criptic plumage. Or simply enjoy activities and behaviour of very common, but still amazing species.

A Moorhen
A common species I love, the Moorhen – Una specie comune che mi piace osservare, la gallinella d’acqua

So sometimes usually on bad weather Sundays, we delight ourselves with this little jewel (see A hidden treasure too), and ignoring abandoned rubbish, enjoy the pleasure of admiring birds perfection a few minutes walk from home.

Quando ho incominciato ad interessarmi alla Natura ero un’adolescente: un’insegnante di Scienze della scuola media superiore, stava cercando di creare un gruppo di studenti a cui suggerire la pratica del birdwatching e così cominciò l’esplorazione delle zone umide di Olbia e dei dintorni. Fu come scoprire un nuovo mondo!

Incominciammo a vagabondare per stagni e lagune, prima ad Olbia e nelle aree attorno poi sempre più lontano e in questa ricerca ho iniziato a scoprire la Sardegna. E’ stato un bel periodo della mia vita: è nata una passione per l’ambiente che non è mai finita e ho conosciuto alcune delle persone veramente importanti nella mia vita.

L’amore per stagni e lagune non è mai svanito e quando ho tempo, mi piace prendere il binocolo e la guida da campo e sedermi da qualche parte, dimenticandomi di tutto ed osservando gli uccelli. Nelle aree umide molte specie sono facili da identificare, grandi e con numerose caratteristiche distintive, per colori e piumaggio e sono fra le mie preferite. Perfette anche adesso che l’occhio non è più molto allenato!

E’ stata proprio la pratica del birdwatching a migliorare la mia capacità di osservazione e ho imparato a notare i dettagli, che rendono sempre interessante la mia esperienza in natura. Ho imparato a trovare qualcosa dappertutto, nel senso che sono abituata a cercare tracce di vita naturale ovunque e solitamente, le trovo. Un’erbaccia, un piccolo uccello, un insetto. Anche se cammino nel centro di una grande città trovo qualcosa.

In quel periodo e sempre per la stessa ragione, ho scoperto l’area interna del Golfo di Olbia, arcipelago di isole disabitate dove è possibile fare birdwatching e anche osservare un buon numero di specie.

Nei mesi della scuola era proprio il posto giusto: da casa si poteva raggiungere senza auto, con una passeggiata di pochi minuti. Perfetto per i pomeriggi infrasettimanali.

E’ lì che ho affinato la mia tecnica, seduta per terra, cercando di nascondermi fra la vegetazione e scoprendo il trascorrere delle stagioni attraverso l’osservazione degli uccelli.

Questa area umida è molto interessante durante l’autunno e negli inverni particolarmente rigidi, quando il tempo inclemente spinge gli uccelli più a Sud del loro abituale areale di svernamento. Sono questi i momenti giusti per qualche osservazione particolare o per aggiungere una specie alla vostra lista, se ne avete una! Ma in qualsiasi periodo dell’anno, se sapete che cosa cercare, potete trascorrere qualche ora interessante.

Adesso che anche l’attrezzatura è migliorata, con il cannocchiale ci divertiamo a cercare di identificare qualche specie “difficile”, con il piumaggio particolarmente criptico. O più semplicemente, osserviamo con più facilità, comportamenti ed attività delle specie più comuni, comunque belle ed interessanti.

Così qualche volta, soprattutto nelle domeniche di brutto tempo, ci deliziamo con questo piccolo gioiello e ignorando la spazzatura abbandonata, ci godiamo la perfetta bellezza degli uccelli, a pochi passi da casa.

September is Cabudanni

September has finally arrived. After long and repeated heat waves and a dry season that hasn’t finished yet. Our Mediterranean forest is suffering the drought and I don’t think I’ve ever seen the bushes and the trees so dry with their leaves rustling if moved by the wind.

Dry mediterranean vegetation
Mediterranean vegetation suffering the drought – anche la vegetazione mediterranea ha sofferto la siccità

But, some days ago, we heard the sound of the rain for the first time in months. We have smelt the air after the downpur, with its unmistakable scent that we had almost forgotten.

And the light has changed too. The light: this is one of the things that makes this month so special here in Sardinia. The sky is clearer, the landscape is more defined; if you look at the horizon there is no more incandescent air rising up, as it was only ten days ago. At the same time the light is a warm one, not so sharp as it usually is during the Spring. It’s a softer one and the sea and the colours can shine everywhere with a sort of indolence.

View from Capo Figari with burnt trees
A windy September day – una giornata ventosa di settembre
Tavolara viewed from Capo Ceraso
We love September light – ci piace la luce di settembre

September is also the month of new beginning: the first true month of the nature calendar in the Mediterranean climate. And so it was in the past in Sardinia, when subsistence farming and livestock were the prevailing economical activities. In our language September is Cabudanni, literally the head of the year. It was the month when life was back, after the time off imposed by the dry summer, the fires and the heat. The first rains allowed the farmers to work the land again, preparing for the sowing time.

We aren’t in this kind of traditional society anymore. And September now is more the end of the peak touristic season, with our island becoming once again the one we know and not the crowded one we have in July and August. But this impression of beginning is still a current feeling. The children came back to school a few days ago and I’m trying to fully enjoy the few moments off I have. I need September to face all the tasks that will arrive.

Poltu Casu beach
The beaches are empty again – le spiagge sono quasi vuote, finalmente!

I need some more days at the sea, looking for the fishes that give way to the changing season. I need to snorkel following the needlefish and their curious swimming style, while they are searching for food, chasing small silver fish till they jump out from the surface. Or to swim over a Posidonia meadow, with its leaves made white by the time and the organisms living above them. The new year will bring bright green shoots and the old brown and white leaves will be pushed by the winter storms on the beaches, protecting them from the power of the waves.

Long Posidonia leaves in September
A Posidonia meadow in September – una prateria di Posidonia in settembre

Or I simply need to enjoy the sun, not so burning now, and the marine breeze on the beaches empty again, as they were in Spring (read Summer is arriving too ) I know I have to catch ever opportunity to take a last dip and, as every year, I’m preparing myself to fight fiercely with the children. They don’t love to go to the sea when they are back to school but I want to go for as long as the weather holds!

This is Cabudanni for me and I want to harness all the power this renaissance month has.

A white Urginea flowering in September
The Urginea long flower – la lunga infiorescenza dell’Urginea

Settembre è finalmente arrivato, dopo lunghe e ripetute ondate di calore che sembravano non voler finire. La macchia mediterranea e i boschi hanno sofferto la siccità e non credo di aver mai visto, i cespugli e gli alberi così secchi: le foglie fanno un suono crepitante quando le muove il vento e cadono se le sfiori. Per fortuna, alcuni giorni fa c’è stato un temporale e abbiamo sentito il suono della pioggia, per la prima volta da mesi. Abbiamo annusato l’aria, con quel suo odore inconfondibile di bagnato, che avevamo quasi dimenticato.

Anche la luce è cambiata. La luce: è una delle cose che rende questo mese così speciale in Sardegna. Il cielo è più chiaro e il paesaggio è più netto, più definito; all’orizzonte non c’è più quell’aria incandescente che sale verso l’alto, come accadeva fino a dieci giorni fa. allo stesso tempo la luce è calda, non così netta e affilata come è in primavera. E’ una luce arrotondata e il mare e i colori brillano ovunque con una sorta di indolenza.

Settembre è anche il mese del nuovo inizio: il primo vero mese nel calendario nella natura nei climi mediterranei. E così era in passato in Sardegna, quando agricoltura di sussistenza e allevamento erano le attività economiche prevalenti. Nella nostra lingua settembre è Cabudanni, letteralmente l’inizio dell’anno. Era il mese del ritorno alla vita, dopo la pausa forzata dell’aridità estiva, degli incendi e del calore. Le prime piogge consentivano di tornare a lavorare la terra, in preparazione delle semine.

Non c’è più quella società tradizionale. E settembre è ormai il segnale della fine dell’assalto dei turisti, con l’isola che ritorna ad essere quella che conosciamo, non così affollata come in luglio e agosto. Ma questa sensazione di un nuovo inizio rimane. I ragazzi sono rientrati a scuola da qualche giorno e io sto cercando di godere appieno dei pochi momenti liberi che ho. Mi serve settembre per far fronte a tutti gli impegni dei prossimi mesi.

Mi serve di trascorrere qualche altra giornata al mare, cercando quei pesci che indicano il cambio della stagione. Voglio inseguire le aguglie, con il loro nuoto curioso, mentre cercano il cibo, cacciando i piccoli pesci d’argento, fino a costringerli a saltare in superficie. O nuotare sulla prateria di Posidonia, con le foglie bianche, invecchiate e colonizzate da organismi incrostanti. Il nuovo anno porterà giovani germogli verde brillante e le vecchie foglie bianche e marroni si accumuleranno, durante le mareggiate invernali, proteggendo la spiaggia dalla forza delle onde.

O semplicemente ho bisogno di godermi un po’ di sole, ora che non brucia più e sentire l’aria fresca, nelle spiagge di nuovo vuote come in primavera (vedi anche Summer is arriving). So che devo cogliere ogni opportunità per fare un ultimo bagno e come ogni anno, sono disposta a combattere con i ragazzi per questo. A loro non piace andare al mare quando la scuola è ricominciata, ma io voglio andare fino a che il meteo me lo permette!

Questo è per me Cabudanni e voglio fare mia tutta la forza di rinascita che questo mese ha.

Earth Overshoot day

Earth Overshoot Day is the date when humanity’s annual demand on nature exceeds what Earth can regenerate over the entire year. This year Earth Overshoot Day falls on August 2the earliest date yet. Join the challenge to move the date back, as it was in the past, growing awareness and choosing simple habits that you can change. Read more on Footprint network . See Earth day and World Water Day .

Water spashing
Water spashing in Monte Limbara

L’ Earth Overshoot day è la giornata in cui scatta per il Pianeta, il debito ecologico: vale a dire che l’umanità ha consumato più risorse rinnovabili di quante la Terra, che è un pianeta finito, ne produca durante l’anno. Nel 2017,  l’Overshoot day cade oggi e mai la data era stata registrata così presto nell’arco dell’anno. Esistono comportamenti che potrebbero consentirci di riportare indietro nel tempo questa data, come in passato, quando lo stile di vita non ipotecava la sopravvivenza delle generazioni future. Bisogna accrescere la consapevolezza su queste tematiche e cambiare alcune semplici abitudini. Sul sito del Footprint network  possiamo leggere di più e decidere di partecipare! Move the date! Guarda anche Earth day e World Water Day .

Our identity

During summer, on our little Mediterranean island, we’re usually busy with exhausting and long discussions about tourists, tourism and identity. Sardinia, by European standards, is quite uninhabited, with only one million six hundred thousand citizens, concentrated mainly in the south, around the city of Cagliari, or along the coast. The interior is characterized by extended areas with no towns or villages or with very little ones, where life could be quite similar to that of my grandparents. During summer tourist presence can be important and particularly in coastal areas, communities and the environment feel the pressure.

This particular condition and our history too, fulfilled with domination and more recently with emigration to avoid misery and famine, has led us to peculiar feelings towards foreigners. It’s a struggle between our profound sense of hospitality, sometimes too clingy too and the misleading sensation of being the only population with an identity. We reject the idea that every nation or region has its uniqueness, claiming that Sardinia is the only, the truly unique one.

A nuraghe
A nuraghe in the countryside – un nuraghe nella campagna

I look at all these discussions, repeating every year, and I find that the issue is not proposed in the right way. I think everybody has a particular bond with the country he’s from though not every time a good one. With Sardinia being an island and with its precise boundaries defined by the sea, I’m aware that here it’s maybe easier to grow this feeling of identity. Just like all other islanders around the world.

I think than better than claiming our uniqueness we should really be able to live it. So, yes I think Sardinia is unique, I’m sure of this. It’s a strange land, oppressed but never tamed, archaic and crude. With a strong energy in its natural elements: strong wind, ancient rocks, its scents of macchia mediterranea and its tastes of the sea (see Sea urchins and a piece of bread too) and the countryside (read more on An unusual Sunday). Everything is defined, with no half-mesures. You can fall in love with this or hate it. It depends on what are you looking for.

White flowers of Myrtle
Myrtle flowers at the beginning of summer
Fresh vegatables
Fresh food from the vegetable garden

When I was a child, I usually spent part of my summer holidays in Lombardy, a northern Italian region where my mother was born. I liked it very much, I liked travelling and everything seemed to me a new adventure. It was lovely to meet my cousins after one year, changing habits and landscape. But in same way, also as a child as I was, I felt clearly the differences between my usual routine days in Sardinia and the ones I spent on holiday.

The time was scheduled and I remember eating at noon and at seven, seven thirty p.m. In Sardinia, at the same time, we were losing ourselves in some new game, in big groups of children of the neighbourhood. Our playing followed the season’s rhythm and we enjoyed the day until dusk.

The food too was different: fewer strong tastes and smells, above all for children. There was plenty of boiled potatoes and ham, boiled rice with butter and parmesan that I still adore today! It was as if life was tamed and I was able to perceive it, in same way.

Salumi ripening
Ripening hand made salumi

This comparison between Sardinia and Lombardy and the chance to have been brought up somewhere in the middle between these two different ways of life, helps me to feel more clearly all the beauty to live here but also to understand how the Sardinian perception could be misleading and suffocating.

Since beginning working with tourists, years and years ago, our relationship with people we’ve met has been sincere. We have really shared experiences with people coming with us paying a lot of attention to everyone’s needs and growing awareness of the value of our environment, culture and traditions. In a lively way and with great respect for every person we worked with, because we live here and we’re not telling stories about someone else. And then yes, of course, it may happen that you find someone who isn’t on the same wavelength as you, but it’s quite unusual and compared with all the interesting people we’ve met I think it’s worth it.

Goloritzè
Cala Goloritzè

Durante l’estate, sulla nostra piccola isola mediterranea siamo solitamente impegnati in lunghe e estenuanti discussioni sui turisti, sul turismo e sul concetto di identità. La Sardegna, per gli standard italiani, è una terra poco abitata, contando solo un milione e seicentomila persone, concentrate perlopiù al Sud, attorno alla città di Cagliari, o lungo la fascia costiera. L’interno è caratterizzato da estese aree disabitate o con piccoli centri, dove la vita trascorre abbastanza simile a quella che hanno vissuto i miei nonni. Durante l’estate, invece, la presenza dei turisti si fa importante e soprattutto nelle aree costiere, le comunità e gli ambienti avvertono una certa pressione.

Questa condizione particolare, insieme alla nostra storia costellata di dominazioni e più recentemente segnata dall’immigrazione, per sfuggire alla miseria e alla fame, hanno condotto i sardi ad elaborare un sentimento particolare nei confronti dei “forestieri”. E’ una lotta fra il nostro profondo senso dell’ospitalità – qualche volta anche troppo “appiccicoso” – e l’impressione fuorviante di essere l’unica popolazione con un’ identità. Respingiamo con forza l’idea che ciascuna nazione o regione abbia la sua unicità, affermando che la Sardegna sia la sola, veramente unica.

Ascolto queste discussioni, che si ripetono puntuali tutti gli anni e trovo che la questione non sia posta nel giusto modo. Penso che ciascuno abbia un legame particolare con il suo paese d’origine, anche se non sempre positivo. In Sardegna, l’insularità e I confini precisi, definiti dal mare che ci circonda, secondo me favoriscono un sentimento identitario. Esattamente come per tutti gli altri isolani in giro per il mondo.

Penso che piuttosto che cercare di affermare la nostra unicità, dovremmo viverla. Certo, anche io penso che la Sardegna sia veramente unica, ne sono certa. E’ una terra strana, oppressa ma mai domata, arcaica e rude. Con un’energia potente, evidente nei suoi elementi naturali: i venti forti, le rocce antiche e i profumi della macchia mediterranea. I sapori decisi del mare (leggi di più in Sea urchins and a piece of bread) e della campagna (An unusual Sunday). Tutto è netto, non ci sono mezze misure. Si può solo amare perdutamente od odiare con forza. Dipende da quello che si va cercando.

Quando ero bambina, solitamente trascorrevo una parte delle mie vacanze estive in Lombardia, una regione del nord Italia dove è nata mia madre. Mi piaceva molto, mi piaceva viaggiare e tutto mi sembrava un’avventura. Era bello incontrare di nuovo i cugini dopo un anno, cambiare abitudini e paesaggio. Ma, nello stesso tempo, anche da bambina, avvertivo chiaramente la differenza fra le mie giornate in Sardegna e quelle trascorse in vacanza.

La giornata era pianificata e mi ricordo di aver pranzato a mezzogiorno o cenato alle sette, sette e trenta. In Sardegna, in quell’orario, sarei stata persa in qualche nuovo gioco, con la tribù di bambini del vicinato. I nostri giochi seguivano il ritmo delle stagioni e d’estate era d’obbligo godere la giornata fino al tramonto.

Anche il cibo era diverso: meno gusti e meno profumi forti e decisi, soprattutto per noi bambini. Molte patate lesse, prosciutto cotto, riso bianco con burro e parmigiano, che peraltro adoro anche oggi! Era come se la vita fosse addomesticata e io lo percepissi, in qualche modo.

Questo confronto fra Sardegna e la Lombardia e la fortuna di essere cresciuta a metà strada fra questi diversi stili di vita, mi aiutano a sentire chiaramente la bellezza di vivere qui, ma anche a capire come la percezione dei sardi possa essere fuorviante e soffocante.

Da quando abbiamo iniziato a lavorare con I turisti, ormai parecchi anni fa, abbiamo cercato di costruire relazioni sincere con le persone incontrate. Abbiamo veramente condiviso esperienze con chi è stato con noi, cercando di essere sempre attenti ai bisogni di ciascuno e diventando sempre più cosapevoli del valore dei nostri ambienti naturali, della nostra cultura e tradizione. In modo vitale, perchè noi viviamo qui il nostro quotidiano, ne abbiamo condiviso il racconto, con grande rispetto per tutte le persone con cui abbiamo lavorato. E certo, naturalmente negli anni ci è capitato anche di incontrare qualcuno che non era sulla nostra lunghezza d’onda, ma è successo raramente e in compenso abbiamo incontrato tante persone interessanti e questo è quello che vale.

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