September is Cabudanni

September has finally arrived. After long and repeated heat waves and a dry season that hasn’t finished yet. Our Mediterranean forest is suffering the drought and I don’t think I’ve ever seen the bushes and the trees so dry with their leaves rustling if moved by the wind.

Dry mediterranean vegetation

Mediterranean vegetation suffering the drought – anche la vegetazione mediterranea ha sofferto la siccità

But, some days ago, we heard the sound of the rain for the first time in months. We have smelt the air after the downpur, with its unmistakable scent that we had almost forgotten.

And the light has changed too. The light: this is one of the things that makes this month so special here in Sardinia. The sky is clearer, the landscape is more defined; if you look at the horizon there is no more incandescent air rising up, as it was only ten days ago. At the same time the light is a warm one, not so sharp as it usually is during the Spring. It’s a softer one and the sea and the colours can shine everywhere with a sort of indolence.

View from Capo Figari with burnt trees

A windy September day – una giornata ventosa di settembre

Tavolara viewed from Capo Ceraso

We love September light – ci piace la luce di settembre

September is also the month of new beginning: the first true month of the nature calendar in the Mediterranean climate. And so it was in the past in Sardinia, when subsistence farming and livestock were the prevailing economical activities. In our language September is Cabudanni, literally the head of the year. It was the month when life was back, after the time off imposed by the dry summer, the fires and the heat. The first rains allowed the farmers to work the land again, preparing for the sowing time.

We aren’t in this kind of traditional society anymore. And September now is more the end of the peak touristic season, with our island becoming once again the one we know and not the crowded one we have in July and August. But this impression of beginning is still a current feeling. The children came back to school a few days ago and I’m trying to fully enjoy the few moments off I have. I need September to face all the tasks that will arrive.

Poltu Casu beach

The beaches are empty again – le spiagge sono quasi vuote, finalmente!

I need some more days at the sea, looking for the fishes that give way to the changing season. I need to snorkel following the needlefish and their curious swimming style, while they are searching for food, chasing small silver fish till they jump out from the surface. Or to swim over a Posidonia meadow, with its leaves made white by the time and the organisms living above them. The new year will bring bright green shoots and the old brown and white leaves will be pushed by the winter storms on the beaches, protecting them from the power of the waves.

Long Posidonia leaves in September

A Posidonia meadow in September – una prateria di Posidonia in settembre

Or I simply need to enjoy the sun, not so burning now, and the marine breeze on the beaches empty again, as they were in Spring (read Summer is arriving too ) I know I have to catch ever opportunity to take a last dip and, as every year, I’m preparing myself to fight fiercely with the children. They don’t love to go to the sea when they are back to school but I want to go for as long as the weather holds!

This is Cabudanni for me and I want to harness all the power this renaissance month has.

A white Urginea flowering in September

The Urginea long flower – la lunga infiorescenza dell’Urginea

Settembre è finalmente arrivato, dopo lunghe e ripetute ondate di calore che sembravano non voler finire. La macchia mediterranea e i boschi hanno sofferto la siccità e non credo di aver mai visto, i cespugli e gli alberi così secchi: le foglie fanno un suono crepitante quando le muove il vento e cadono se le sfiori. Per fortuna, alcuni giorni fa c’è stato un temporale e abbiamo sentito il suono della pioggia, per la prima volta da mesi. Abbiamo annusato l’aria, con quel suo odore inconfondibile di bagnato, che avevamo quasi dimenticato.

Anche la luce è cambiata. La luce: è una delle cose che rende questo mese così speciale in Sardegna. Il cielo è più chiaro e il paesaggio è più netto, più definito; all’orizzonte non c’è più quell’aria incandescente che sale verso l’alto, come accadeva fino a dieci giorni fa. allo stesso tempo la luce è calda, non così netta e affilata come è in primavera. E’ una luce arrotondata e il mare e i colori brillano ovunque con una sorta di indolenza.

Settembre è anche il mese del nuovo inizio: il primo vero mese nel calendario nella natura nei climi mediterranei. E così era in passato in Sardegna, quando agricoltura di sussistenza e allevamento erano le attività economiche prevalenti. Nella nostra lingua settembre è Cabudanni, letteralmente l’inizio dell’anno. Era il mese del ritorno alla vita, dopo la pausa forzata dell’aridità estiva, degli incendi e del calore. Le prime piogge consentivano di tornare a lavorare la terra, in preparazione delle semine.

Non c’è più quella società tradizionale. E settembre è ormai il segnale della fine dell’assalto dei turisti, con l’isola che ritorna ad essere quella che conosciamo, non così affollata come in luglio e agosto. Ma questa sensazione di un nuovo inizio rimane. I ragazzi sono rientrati a scuola da qualche giorno e io sto cercando di godere appieno dei pochi momenti liberi che ho. Mi serve settembre per far fronte a tutti gli impegni dei prossimi mesi.

Mi serve di trascorrere qualche altra giornata al mare, cercando quei pesci che indicano il cambio della stagione. Voglio inseguire le aguglie, con il loro nuoto curioso, mentre cercano il cibo, cacciando i piccoli pesci d’argento, fino a costringerli a saltare in superficie. O nuotare sulla prateria di Posidonia, con le foglie bianche, invecchiate e colonizzate da organismi incrostanti. Il nuovo anno porterà giovani germogli verde brillante e le vecchie foglie bianche e marroni si accumuleranno, durante le mareggiate invernali, proteggendo la spiaggia dalla forza delle onde.

O semplicemente ho bisogno di godermi un po’ di sole, ora che non brucia più e sentire l’aria fresca, nelle spiagge di nuovo vuote come in primavera (vedi anche Summer is arriving). So che devo cogliere ogni opportunità per fare un ultimo bagno e come ogni anno, sono disposta a combattere con i ragazzi per questo. A loro non piace andare al mare quando la scuola è ricominciata, ma io voglio andare fino a che il meteo me lo permette!

Questo è per me Cabudanni e voglio fare mia tutta la forza di rinascita che questo mese ha.

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